Ara sa terra, massaju, ca est ora de arare...



martedì 19 luglio 2011

Sospeso




Circa un mese fa, passando di fronte ad un libreria, sentii l' impulso di entrare e
comprare una copia dell' Odissea di Omero. I libri sono gli unici oggetti che compro seguendo l'istinto, senza dovere passare attraverso i lunghi processi di analisi e ponderazione che precedono ogni mio altro acquisto (tu chiamala se vuoi decrescita o taccagneria...).
Quel gesto, nato da una bulimia letteraria, sembrava non avere un senso preciso. Mi ero pero' scordato che i libri sono oggetti animati che ti cercano e si fanno spesso trovare nel luogo giusto e al momento giusto. Quante volte mi e' capitato di finire la lettura di un libro scelto a caso e rimanere meravigliato da come si incastrasse bene con le emozioni, le esperienze di quel momento della mia vita. Si potrebbe obbiettare che la connessione ci fosse fin dall' inizio, ma era nascosta nelle pieghe del mio inconscio... ma io ho un' anima semplice e preferisco pensare ai libri come dotati di vita loro.

Cosi' a leggere di Ulisse sperso nel Mediterraneo, ho poi capito che il libro non era una scelta casuale. Cercavo nei versi quel senso di straniamento e sospensione che nasce dal vivere in terre straniere. Il desiderio del ritorno si scontra con una chiara consapevolezza dei difetti e delle storture di cio' che si e' lasciato. La volonta' di esplorare e rimanere lontani e' frenata dal pensiero , sempre presente e forse idealizzato, del posto che si continua a chiamare casa. Rimango cosi' sospeso tra due mondi, non so se sia un bene o un male. Cerco di prendere il meglio da entrambi e di esercitare una infinita pazienza con tutte le persone, spesso sconosciute, a cui devo spiegare (come un mantra almeno un paio di volte alla settimana) da dove vengo e fino a che punto debbano considerarmi straniero...

martedì 5 luglio 2011

Sulla scelta dei compagni


Da anni continuo a pensare che la corda sia capace di trasmettere impulsi e vibrazioni psichici, in grado di connettere su un livello diverso le due persone che arrampicano insieme. Il piu' delle volte il modo in cui scalo e le sensazione che riesco a trarrre dall' arrampicata dipendono da chi mi fa sicura. Per uno sport individuale come l'arrampicata, la cosa ha poco senso. O ti tieni o non tieni, direbbe qualcuno. in realta' la cosa non e' cosi' ovvia. C'e' tutto un universo di caratteri umani, un sottobosco di individui affetti dalle piu' svariate paturnie e sindromi, tali da rendere l' arrampicata un enorme laboratorio di psicologia sociale. E qualcosa di piu' di uno sport individuale.


Compagni Ideali. Sono quelle persone che hanno un genuino piacere ad arrampicare con voi, a scegliere insieme una via o un progetto. Sono quelle persone che vi danno ispirazione per un nuovo viaggio, per una nuova avventura. Sanno quando stare zitti e quando parlare. Sanno dividersi fatiche e piaceri dell' arrampicata. Soprattutto potete sapere da subito fino a dove potrete spingervi, divertendovi. Da coltivare e preservare con cura, vista la loro rarita'.

Ossessivi. Hanno un progetto in testa e voi siete uno strumento, al pari della corda o del gri-gri. Se i vostri interessi collimano, allora ci si potra' divertire insieme. Tutto e' finalizzato alla loro realizzazione. Si scrivono sulla relazione i tiri che vorranno fare da primi, l' ordine con cui verranno fatte le vie. Ogni cambio di programma genera tensione e una stato di nervosismo difficilmente riconciliabile. Sono le persone ideali per realizzare un progetto condiviso, vista la caparbieta' ossessiva. Non aspettatevi pero' nessun supporto morale o incoraggiamento: di solito godono a vedervi fallire.


Bari. Hanno una loro idea, ma non la svelano fino all' ultimo momento. Vi imbrogliano vendendovi un progetto di viaggio o uscita in un posto e solo all' ultimo momento, quando siete seduti in macchina nel sedile del passeggero, vi dicono con fare innoquo " ... ci sarebbe pero' pure questa vietta che non e' male..." . Allora sapete che e' troppo tardi, loro sono alla guida e dovete piegarvi al fato. Sono compagni ideali per quei giorni in cui siete pronti a tutto o non avete le idee chiare. Controindicazioni: con la menzogna, possono portarvi su vie pericolose che altrimenti vi sareste rifiutati di fare.


Bugiardi innoqui. Hanno salito vie di misto duro sulle Alpi, fatto Zodiac in un giorno, sanno descrivervi ogni tiro di Astroman. All' attacco della vie manifestano invece sempre sintomi misteriosi che non gli permettono di andare da primi, di essere in forma quel giorno. Non vi rimane che trascinarveli dietro, sperando che non appartengano al genere loquace che parla in sosta e vi dice "...magari lo avrei potuto fare da primo..." quando li recuperate dopo un tiro in cui vela siete fatta nell'imbrago. Possono essere anche compagni piacevoli, una volta catalogati.

Bugiardi pericolosi. Sanno mentire bene e vi fregano, portandovi su vie mortali che pensate saranno in grado di dominare, perche' li considerate di buon livello, persone addirittura da cui imparare qualcosa. Vi hanno detto di avere salito linee che voi manco guardate nella guida. Scoprite poi con terrore che non sanno usare un cava nut. Di solito sono relazioni effimere, una via, una salita e mai piu' insieme. Da temere come le tempeste in montagna.

Mendicanti. Categoria generica, a cui io stesso appartengo. Possono essere top climber o subumani. Tutti almeno una volta lo siamo stati. Sono quelli che chiamano il venerdi pomeriggio, perche' non hanno trovato nessuno per il fine settimana. Venderebbero un litro di sangue per fare qualcosa, qualsiasi cosa. Vi offrono di guidare, di portare il materiale, di offrirvi pure una birra. Se si e' fortunati, sono ottimi compagni perche' vivono con gioia la scalata insieme, che considerano come un dono improvviso dal cielo. Lo stadio successivo (e io l' ho fatto piu' volte) e' quello di presentarsi direttamente sul posto o aggirarsi nel campeggio, tendendo dei veri agguati ai gruppi dispari di arrampicatori "siete dispari? vi serve un compagno?" . Una volta superato l' imbarazzo iniziale, pure i gruppi pari vanno bene.


Cani morti. Aspetto complementare dei mendicanti. Il termine e' stato coniato da qualcun altro (che non ricordo), ma credo renda bene l'idea. Sono le persone al fondo delle lista dei contatti, quelli che di solito non vorreste avere come compagni per svariati motivi: logorroici, inaffidabili, pericolosi, lenti. Sono l' alternativa all' autoassicurazione con il gri-gri o l' ultima riserva a cui attingere per non passare il fine settimana a fare trazioni alla sbarra. Li chiamate ma rimpiangiete di averlo fatto gia' dopo il primo tiro. Pensate che non lo farete mai piu', fino al prossimo venerdi pomeriggio di disperazione.


Ovviamente esiste un mondo sterminato di possibilita', di incroci fra i vari caratteri, tale da rendere l' arrampicata un mondo piuttosto complesso di relazioni umane e patologie psichiatriche...

sabato 18 giugno 2011

Quarto Livello




"Il quarto livello" e' un libro inchiesta scritto da Maurizio Torrealta, sui rapporti tra alcuni organi dello Stato Italiano e la mafia intercorsi tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni novanta. Il libro prende spunto da una lista di dodici (piu' uno) nomi che Vito Ciancimino (ex sindaco di Palermo, membro di Gladio, uomo cardine tra polica e mafia) invio' a se stesso nel 1990. La lista, a detto di Ciancimino, includerebbe i nomi di uomini delle istituzione appartenenti al Quarto Livello, una struttura trasversale al di sopra della politica e della criminalita', che avrebbe gestito e indirizzato i rapporti tra mafia, servizi segreti, istituzioni della Repubblica allo scopo di perseguire e difendere "la ragion di Stato".
Benche' sia un amante dei libri noir e dei racconti di fantapolitica, avevo acquistato il libro con un certo scettiscismo, consapevole che tirare in causa livelli occulti e' un modo spesso semplice per non spiegare e affrontare i problemi, per non arrivare mai ad una analisi dei fatti.
Nella introduzione del libro curata dal magistrato Antonio Ingroia (sostituto procuratore di Palermo) si ricorda che Falcone stesso non amava usare il termine "Terzo Livello", ad indicare quella parte della politica al serivizio della mafia. Falcone infatti sosteneva l' indipendenza decisionale-politica della mafia e non credeva all' idea di una struttura "borghese" a cui la mafia "militare" fosse assoggettata. Figuriamoci quindi un Quarto Livello superiore alla politica e all' apparato militare della mafia.
Il libro in realta' non si spinge mai oltre la presentazione di fatti noti e provati e lascia al lettore il giudizio finale, sull' esistenza o meno di un simile livello di potere. Ogni capitolo e' dedicato alla biografia di uno dei personaggi della lista, il loro ruolo nelle istituzioni italiane e i loro rapporti con criminalita', massoneria, serivizi di informazione italiani e stranieri. Nel mezzo troviamo stralci di interviste al figlio di Vito Ciancimino, Massimo, che negli ultimi anni sta rendendo noti fatti (spesso da verificare) sui rapporti del padre con istituzioni e apparato criminale.

Ho letto il libro in un solo viaggio Milano-San Francisco, divorando le pagine con lo stesso interesse e bramosia con cui avevo letto Romanzo Criminale di Giancarlo de Cataldo. Qui pero' si parla di persone reali, di fatti veri, di un intreccio tra vari gruppi di potere talmente esteso e duraturo nel tempo da fare dubitare se l' Italia sia mai stata una vera democrazia.
Ne esce un quadro inquietante in cui il rapporto mafia-Stato ha giocato un ruolo chiave fin dai primi tentativi di golpe degli anni settanta (il golpe Borghese per esempio), per arrivare fino alle stragi degli anni novanta, passando per il crack finanziario di Sindona, l' uccisione di Ambrosoli a Milano, le guerre criminali degli anni ottanta. Terminata la lettura rimane un senso di disgusto e forte impotenza, l' impressione di essere di fronte ad un mostro a cento teste, capaci di ricrescere, mutare forma ed adattarsi con rapidita'.
Il presunto ruolo di parte di apparati delle Republica nelle stragi dei primi anni novanta, e l' uso delle stesse per una strategie piu' ampia, ci ricorda come fragile sia la democrazia in Italia e come i fantasmi di golpe e cospirazioni non siano scomparsi ma rimangano un aspetto della storia recente ( e forse pure del presente) della giovane Repubblica Italiana.

venerdì 13 maggio 2011

Fine del Mondo


Nel caso vi fosse sfuggito, segnalo che la fine del mondo e' vicina.
21 Maggio 2011 inizia il giudizio finale. Potete trovare maggiori dettagli qui

mercoledì 11 maggio 2011

Nell' etere


La decadenza dei tempi si vede anche dalla qualita' delle trasmissioni radio e tv...
Se proprio non avete niente di meglio da fare, potete ascoltare questa intervista di circa mezz'ora. Uno dei miei sogni segreti rimane quello di impossessarmi della radio e della televisione e sbraitare oscenita' o invettive per tutto il giorno. Un po' come faceva il colonno Kurz in Apocalypse Now, magari pero' con contenuti meno nazi...

Alla fine questa volta i toni dell' intervista sono stati pacati, al limite della sonnolenza. Io ho la voce quasi impastata (mi ero appena svegliato), ogni volta che rispondo ripeto in continuzione quasi come un adolescente (o uno di qui politici prolissi...) "in un certo modo..." e non e' poi che proclami verita' assolute. Chi ha fatto l' intervista ci e' andato giu' pesante con il "taglia e incolla", rimontando cio' che avevo detto con un po' di liberta' ( l' intervista e' registrata).
Alla fine pero' il tutto e' passabile. Meglio di Radio Maria direi...

giovedì 21 aprile 2011

Nel cuore della notte...


Il bisogno di andare al bagno mi sveglia in piena notte. Saranno le due circa. Cerco di ignorarlo mentre mi concentro sul solito dibattito interiore, se sia meglio trattenerla fino al mattino o uscire dal sacco a pelo, disperdendo cosi' prezioso calore. Ogni volta mi chiedo perche' nel comfort delle mure domestiche non si manifesti mai questa incontinenza notturna.
Alla fine resistere e' inutile, non si sfugge alle leggi dell' idraulica. Per pigrizia non mi infilo le scarpe e mi metto a camminare scalzo sulla neve, percorrendo la minima distanza dal giaciglio. Se avessi piazzato la tenda almeno potevo stare con i piedi asciutti e farla dentro la bottiglia. Mentre mi sforzo di fare il prima possibile, un pensiero mi passa per la testa "...che bello sarebbe avere una falesia sportiva, vicino a casa, con avvicinamento veloce, soste attrezzate e chiodatura ascellare". Il pensiero dura un istante, giusto il tempo di ritornare nel sacco a pelo e cercare di riprendere sonno, senza successo. Mentre mi rigiro e cerco di trovare la posizione meno scomoda penso che forse tutto questo non ha molto senso. A guardare la scena da fuori, si vedrebbero infatti due uomini adulti, sopra i trenta, che dormono nei sacco a pelo in mezzo alla neve, sul bordo della strada, vicino ad una macchina con la carrozzeria tenuta insieme dal nastro adesivo. I due hanno guidato di notte per quasi tre ore, per esseri freschi al mattino. Per arrampicare al meglio, almeno pensano.


Il giorno dopo, inziamo a scalare presto, tutto scorre fluido, c'e' il sole a scaldare un granito giallo e arancio mentre saliamo su una linea nuova, saremmo forse la terza cordata a ripeterla. Allora mi dimentico della macchina, del guidare e del freddo ai piedi e tutto diventa perfetto. E anche quando le gambe iniziano a muoversi come Elvis, l' ultima protezione e' lontano, quando salgo un tiro con poco nell' imbrago, "che tanto mi sembra facile" e poi ho tutte le misure sbagliate e penso che si "in fondo, uno spit poteva starci...", quando la strizza mi fa ritirare con la coda tra le gambe, anche in quei momenti mi sembra tutto grandioso.


Continuo a sognare una falesia di calcare coperta di spit, con ampio e comodo parcheggio. Ma so anche che se non fosse per le notti nel sacco a pello, la ferraglia nell'imbrago, il caffe' nel fornellino, le mani mangiate dal granito, i viaggi in macchina di notte, gli strizzoni su vie sottogradate ... il gioco che e' l' arrampicata sarebbe meno divertente.

giovedì 7 aprile 2011

Nucleare III

Segnalo video divulgativo interessante.
Rubbia espone il possibile uso del Torio come combustibile nucleare.