Ara sa terra, massaju, ca est ora de arare...



giovedì 21 gennaio 2010

Geni rubati


Questo e' il passo futuro dell' evoluzione!
Una lumaca, anzi una lumaca senza guscio, e' capace di mangiare un' alga, prenderne i geni, e "imparare" a fare la fotosintesi, diventando di fatto indipendente energeticamente.
In altre parole un ibrido tra pianta e animale, libero dalla ricerca del cibo.

Immaginate se si potesse fare sugli esseri umani... sarebbe la svolta!
Mai piu' code al supermercato, mai piu' tempo speso ai fornelli. Una semplice camminata sotto il sole basterebbe a ridarci la carica, all' infinito, o quasi.

La storia pero' ha anche un aspetto oscuro... e se i geni contenuti nel cibo che mangiamo, per qualche arcano motivo, riuscissero ad attivarsi nelle nostre cellule?
Tutti i mangiatori di carne si trasformerebbe in meta-maiali, meta-mucche, meta-agnelli... e magari finire per sbaglio in una gabbia sovraffolata...

Quella della foto e' ancora una lumaca standard, ancora schiava della ricerca di cibo e dei beni
materiali

lunedì 4 gennaio 2010

Crack machine

Ormai due mesi fa scrissi un piccolo racconto apparso
qui.
Giusto un breve capitolo del mio viaggio in Sardegna...

la prima Big Wall...


Jim Bridwell scherzava dicendo che " La mia migliore vacanza e' il vostro peggiore incubo ", e si riferiva forse a una delle sue creazioni su roccia, veri viaggi in mari di granito su protezioni
precarie e giorni in parete... Pure per climber svezzati l' idea di stare "appesi" per giorni, mangiare cibo precotto, fare i propri bisogni in un sacco di plastica, tirarsi dietro ferraglia varia non sembra essere la cosa piu' divertente. Per molto tempo pure io avevo visto la cosa con occhio storto.
Il fatto poi di andare su spesso in artificiale mi sembrava quasi cosa vergognosa... finche' non
ho deciso che era tempo di provare e capire di colpo che tutto quello che avevo detto e pensato sull' artificale e sulle Big Wall fossero discorsi da topo di falesia!
Ok e' faticoso, ok puo' essere imbarazzante usare come WC una busta, ok puo' prendere un po' d'ansia dormire in mezzo a tutto il granito e l' incedere puo' essere lento e stressante... ma alla fine e' un viaggio nuovo e pieno in una dimensione parallela.
Si apre cosi' un mondo di possibilita', di posti da esplorare e capire... e l' arrampicata, sia nei tratti di libera che di artificiale, ho come l' impressione che si carichi di qualcosa di diverso e di piu' intenso...
il giorno dopo l'idea di andare in palestra vi fara' venire un senso di tristezza e ridicolo...

sabato 15 agosto 2009

Ginestra





Vulcani spenti, lande desolate spazzate dalla furia di passate eruzioni, zolfatare ancora attive e boschi rigogliosi su terra lavica scura. Lassen volcanic Park, ovvero come fare un salto indietro nel tempo e vedere dal vivo ere geologiche e sconvolgimenti della terra racchiusi sul fianco di una montagna o su una piana coperta di lava e cenere.
E mentre salivo sui fianchi sabbiosi di Cinder Cone - cono di cenere appunto - mi veniva in mente
tutto il tempo impiegato al liceo a commentare "La Ginestra" in modo noioso, finendo per odiare il povero Leopardi e riducendo la poesia a puro esercizio di disciplina intelletuale. Come del resto quasi tutto il sapere che cercavano di inculcarci nella testa spacciandolo per essenziale
per la nostra sopravvivenza da adulti. Molte delle cose apprese non sono state finora molto utili, segno quindi che l' eta' adulta e' ancora lontana



mercoledì 29 luglio 2009

Mt. Conness





Mt. Conness... ovvero come ricordarsi di colpo che esistono le montagne vere.
Perche' la high sierra non e' Yosemite, ne qualche ameno posto vicino a Lake Tahoe. Posti certo dove si puo' imparare molto, si puo' scalare su rocce magnifica e farsela persino sotto se si non si sceglie la via da salire con attenzione. Manca pero' una variabile importante, quasi assillante sulle Alpi, ma che qui mi ero scordato: il meteo!

Perche' arrampicando a Yosemite o Lovers Leap il clima e' sempre stabile, si arrampica rilassati e al piu' ci si prende un di di acqua addosso prima di arrivare alla macchina o in tenda.

Cosi' dopo quattro ore di approccio tra nevai e pietraie con 1200 metri di dislivello dalla tenda
alla base della via, abbiamo fatto marcia indietro a causa della quasi imminente tempesta.
E giu' via, a cercare di non attrarre possibili saette con tutta la ferraglia che avevamo addosso. La colpa pero' e' in parte mia: all' orizzonte si vedevamo gia' dalla tenda dense nubi, ma speravo nell' impresa lampo, rincuorato durante l' approccio da un cielo quasi pulito... e' quel quasi che mi ha fregato... Peccato, perche' la via meritava e la fatica dell' approccio doveva essere onorata. Era poi interessante vedere il corpo reagire al cambio di quota -da zero a 3900 metri in dodici ore-
pompando di piu' e facendo resistenza.

Pero' in fondo meglio lamentarsi seduto di fronte ad una birra di una salita non fatta, che bestemmiare in sosta sotto i tuoni...

venerdì 10 luglio 2009

Lunedi di fuga

Nonostante non passi inosservato, in quasi un anno e mezzo non mi ero mai azzardato a salirci realmente sopra. Timidamente mi ero avventurato sui miseri trenta metri di qualche monotiro alla sua base (giusto quasi per dire di averlo toccato). E penso che avrei aspettato ancora un po', non sentendomi pronto o all' altezza. O semplicemente per paura di rovinare la prima volta con una ritirata poco onorevole o con una salita di artificiale fin troppo faticosa (L. Hills le definiva le salite da carpentieri...).
E invece Lunedi', per uno scherzo della globalizzazione, mi sono ritrovato appeso su Free Blast in compagnia di M.O., due Sardi a godersi i primi dieci tiri della Salathe' immersi in quel mare immenso di granito che e' El Capitain.
Appeso e' il termine meno dignitoso ma piu' onesto, visto che M.O. si e' preso l' onere di aprire tiri che io avrei fatto da primo usando le staffe o un decina di resting. Ma tant'e'... la classe non e' acqua, e la via e' venuta in libera a riprova che l' arrampicata e' ancora tecnica e testa e non trazioni al pannello o noiosi monotiri con i rinvii passati. Gli amanti dei numeri rideranno a sapere che il tiro centrale e' dato 5.11c (6c+), quando ormai tutti fanno l'8a.... Ahh come pagherei a vederne un paio a cimentarsi con alcuni tiri della Valle...
Casualita' della vita... un articolo di M.O. su Alpinist che mi aveva colpito, uno scambio di mail, un suo viaggio in terra Californiana e un Lunedi' di fuga dall' ufficio. Anche il tempo e' stato clemente e un vento costante di termica ha impedito che ci arrostissimo sulla parete. Non avevamo la relazione, siamo saliti seguendo la linea piu' logica, e in sei ore e mezzo c'e' stato tempo per salire e scendere in doppia sugli scudi infiniti di granito di El Cap... Unico neo della giornata: la mia macchina fotografica e' dispersa ... Per fortuna abbiamo incontrati altri arrampicatori, che hanno fatto qualche foto con la promessa di spedirle al piu' presto.. speriamo...

domenica 21 giugno 2009

Sudare




Pain equals glory... sofferenza uguale gloria.
Ad essere onesti ci sara' di certo una componente cristianeggiante (masochistica) in questa frase, ma c'e' nello sforzo e nella fatica fisica qualcosa di
purificatore e inebriante al tempo stesso. Avevo letto tempo fa' che si tratta
di endorfine rilasciate dal corpo per reggere. Ma pure se non fosse scientificamente provato, io trovo una soddisfazone immensa a portare il corpo al suo limite, vedere fino a che punto si puo' resistere...
I limiti sono sempre soggettivi e individui di tempra migliore sorrideranno in fondo al sapere quelli che io considero come tali...
Dopo una settimana spesa a limare la scrittura di un articolo, sentivo che avrei dovuto fare qualcosa di stancante, al limite. I primi progetti erano tutti sul filone montagna, ma il fato avverso voleva che tutti i possibili compagni di cordata fossero impegnati. Giovedi sera mi stavo comportando come Carlo Verdone nel film "Bianco Rosso e Verdone" alla ricerca disperata di un compagno per il mitico viaggio in Polonia... li ho chiamati tutti i possibili numeri, senza successo. Cosi' e' scattato il piano B, come Bici. Se l' Alpinismo Erorico non e' una opzione, che sia allora conquista eroica di un passo alpino... Tioga Pass, 3010 metri di altezza, domina Toulomne e sta nel mezzo della sierra...
E' stato alla fine un piano B all'altezza di quello A. Sono partito da 2200 metri circa e mi sono fatto 95 chilometri tra andare e tornare in 3 ore e 35. Avrei potuto fare di piu' e piu' in fretta, sara' per la prossima. Ringrazio pure che ho la tripla pure sulla bici da strada, perche' alla fine non ne avevo piu' sia per la fatica che per il freddo porco (ero in tenuta estiva...).
La notte non ho trovato un posto per dormire: ero cosi' stanco che ho dormito nascosto dietro un tronco a qualche metro dalla macchina parcheggiata, in fondo meglio di un motel..