Ara sa terra, massaju, ca est ora de arare...



lunedì 10 novembre 2008

una mattina di ordinaria follia




Io odio il "servizio clienti" per telefono. Vorrei avere qualcuno davanti, se non per esercitare il mio diritto ad una risposta fisica, almeno per vedere che faccia hanno quando proferiscono stronzate. Ho speso una mattina rimbalzato da un numero ad un altro, ascoltando musichette demenziali, digitando venti volte codici di sicurezza e password e infine parlando con qualche impiegato dall' altra parte dell' America, che, con voce molto cordiale, mi diceva che potevo andare gentilmente a farmi fottere. Mi viene in mente Asterix nelle "Dodici fatiche di Asterix", quando deve richiedere un modulo dentro il "palazzo che rende folli"...in una versione moderna pero', tra musichette, operatori non operanti e codici cliente. Sono questi i momenti in cui il desiderio di andare da WallMart e acquistare una Glock .45 si fa strada nella mia testa.

L'oggetto del contendere e' la tipica situazione da servizio sanitario americano: il medico (in questo caso un dentista) invia il conto all' assicurazione; l' assicurazione , che paga comunque solo una parte del conto, sostiene di non avere ricevuto nessuna richiesta; il medico ti invia cosi' tutta la parcella da pagare.
Devi allora chiamare il medico e dire a chi di dovere di rispedire il conto all' assicurazione... ovvio non parlerai mai con il medico o la sua segretaria, ma con qualcuno del gruppo medico-finanziario a cui il medico fa capo. Richiami poi l' assicurazione. Il tutto un paio di volte, finche' inaspettatamente trovi un impiegato un po' piu' sveglio che ti dira' un magico numero di fax a cui spedire il conto.
A questo punto pero' ti accorgi che l' assicurazione non paga quello che aveva promesso all' inizio del trattamento, citando una voce del regolamento incomprensibile. Potresti pagare un avvocato e fargli causa, ma siccome ti stanno rubando duecento dollari finisce che l' avvocato non lo paghi, perche' ti costerebbe di piu'.
Infatti per ogni genere di intervento medico c'e' un tariffario e tutto cio' che paghi di piu' lo metti di tasca. I medici che applicano il tariffario minimo sono rari e di solito non raccomandabili (sono quei posti dove andresti da ferito dopo una rapina...).
Voi direte che i dentisti si pagano comunque anche in Italia, ma la stessa procedura si applica ai medici normali o nello sfortunato caso di un intervento di emergenza in un ospedale non convenzionato con l' assicurazione.

Ora sto smaltendo la bile e se solo un terzo delle bestemmie che ho lanciato ricadranno sulle teste di chi sostiene e difende questo sistema, finiremmo per vivere in un mondo migliore...

La speranza che il neo eletto presidente possa rimettere in piedi un servizio sanitario pubblico e' diffusa e grande. Pari solo alla difficolta' dell' impresa.

1 commento:

Beppe ha detto...

Ah! Le dodci fatiche di Asterix e il mitico Lasciapassare A38!

Ti ricordi come ne escono? Cominciano a chiedere il lasciapassare A39 e fanno diventare tutti gli impiegati matti! Una tecnica veramente situazionista che avresti potuto applicare anche tu, chissa', magari avresti dato il via allo sgretolamento del sistema!